Carta dei vini
Come organizzare una carta dei vini digitale con QR code
Una carta dei vini diventa vecchia prima del menù quando cambiano annate, bottiglie disponibili e proposte al calice. Nel digitale puoi correggere una sola etichetta senza ristampare tutto. Prima, però, devi decidere quali informazioni aiutano davvero a scegliere e chi le terrà aggiornate.
In pratica
In pratica
Per ogni vino registra produttore, denominazione, annata, provenienza, formato e prezzo. Separa calice e bottiglia, nascondi le etichette terminate e usa filtri o categorie soltanto quando riducono il tempo di ricerca.
La scheda minima evita descrizioni tutte uguali
Nome commerciale, produttore, denominazione, annata, zona, formato e prezzo permettono già di identificare la bottiglia. Vitigno, affinamento e una nota sullo stile hanno senso quando sono verificati e aiutano un cliente che non conosce l'etichetta.
Eviterei testi come “elegante, avvolgente e perfetto per ogni occasione”. Occupano spazio senza distinguere il vino. Se vuoi descriverlo, usa informazioni controllabili: secco o dolce, fermo o mosso, corpo, vitigni e una caratteristica gustativa precisa.
| Campo | Esempio | Quando serve |
|---|---|---|
| Produttore e vino | Cantina Rossi, Vigna Alta | Sempre |
| Denominazione e annata | Barolo DOCG 2021 | Quando identificano la bottiglia |
| Formato e servizio | 0,75 l, bottiglia | Sempre se esistono più opzioni |
| Vitigno | Nebbiolo | Se verificato dalla scheda del produttore |
| Stile | Rosso secco, strutturato | Per orientare chi non conosce l'etichetta |
Regione, colore o percorso del sommelier
Una carta corta può essere divisa in bollicine, bianchi, rosati, rossi e dolci. Con molte etichette può servire la provenienza. Un ristorante con una selezione territoriale può partire dalla regione e usare il colore dentro ogni gruppo. Nessun criterio è corretto in assoluto: conta la domanda con cui il cliente entra nella lista.
Fai una prova con tre persone della sala. Chiedi di trovare un bianco locale sotto i 30 euro, una bottiglia specifica e un vino al calice. Se devono aprire molte categorie o usare la ricerca per ogni richiesta, la struttura va accorciata.
Calice e bottiglia non sono due prezzi appoggiati alla stessa riga
Indica chiaramente unità e quantità. “6 / 28” costringe a indovinare quale cifra sia il calice. Se una bottiglia esiste in 0,375, 0,75 e magnum, ogni formato deve avere la propria etichetta. Lo stesso vale per percorsi di degustazione e mescita con sistemi particolari.
Le proposte al calice cambiano più spesso della cantina. Puoi tenerle in una categoria iniziale e collegarle alla scheda completa, oppure creare voci distinte se prezzo e disponibilità vengono gestiti da persone diverse. Chi aggiorna deve sapere dove intervenire senza cercare una seconda copia.
Quando finisce un'annata, non rinominare la bottiglia alla cieca
Il passaggio da 2020 a 2021 può cambiare prezzo, disponibilità e descrizione. Nascondi la vecchia annata, crea la scheda nuova e verifica di nuovo i dati dell'etichetta. In questo modo conservi lo storico senza mostrare al tavolo una bottiglia che non esiste più.
Aportata permette di nascondere e ripristinare una voce. Non gestisce il magazzino e non scala le quantità dopo la vendita. Se ti serve una giacenza sincronizzata con cassa o cantina, cerca un gestionale dedicato e controlla come pubblica i dati nel menù.
Il QR aiuta la consultazione, il personale completa la scelta
Una carta digitale permette di cercare e leggere senza aspettare l'unica copia stampata. Non sostituisce il consiglio della sala, soprattutto quando il cliente parte dal piatto o da una fascia di prezzo. Le descrizioni devono quindi dare un primo orientamento e lasciare spazio alla conversazione.
Nel menù digitale per bar vino, cocktail e caffetteria convivono in una carta breve. In hotel può essere più utile separare la cantina dal menù del ristorante e room service. In entrambi i casi il QR deve aprire un indirizzo stabile e funzionare anche con la rete mobile della sala.
Domande frequenti
Quali dati devo inserire nella carta dei vini digitale?
Parti da produttore, nome, denominazione, annata, provenienza, formato e prezzo. Aggiungi vitigno e stile soltanto quando sono verificati e utili alla scelta.
Come mostro prezzo al calice e in bottiglia?
Etichetta sempre le due unità. Se esistono più formati, assegna un prezzo chiaro a ciascuno invece di usare una sequenza di cifre senza spiegazione.
Posso togliere una bottiglia terminata?
Sì. Nascondila senza cancellare la scheda. Per una nuova annata crea una voce separata e ricontrolla dati e prezzo prima di pubblicarla.
Aportata gestisce il magazzino vini?
No. Può pubblicare e aggiornare la carta, ma non tiene la giacenza e non si sincronizza automaticamente con le vendite.
Collauda il percorso reale
Crea la pagina, stampa un campione e prova il QR dal tavolo.
La prova dura 14 giorni, richiede una carta e non prevede addebiti durante il periodo. Controlli la bozza prima di pubblicare.
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